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La mia prima incursione nel GDR di EXTREMELOT risale all’anno 2001, quando avevo appena tredici anni. Internet, in quegli anni lontani, si presentava in forme molto diverse da quelle che oggi conosciamo. Non riesco a richiamare con precisione quale forza misteriosa mi abbia condotto su questo regno di giochi di ruolo, ma ricordo che la ELOT di allora era molto diversa e più semplice rispetto a quella a cui siamo abituati oggi.
La sua essenza era ancorata in uno spirito più rudimentale, e talvolta ci si smarriva tra le nebbie dell’oscurità. La mia permanenza fu breve, poiché l’uso di un computer era un lusso non sempre alla portata di un giovane adolescente. Così, dopo soli pochi mesi, decisi di abbandonare la comunità virtuale, concedendo il mio tempo libero dallo studio ai giochi di console come la Play Station.
Tuttavia, il destino aveva in serbo per me il ritorno su ELOT per lo più per pura curiosità in seguito alla lettura di un articolo in qualche forum online. E così, l’8 dicembre del 2005, all’età di diciassette anni, decisi di riprovarci: il mio personaggio originale era stato, ovviamente, cancellato dal database, perciò nella mia scheda non è presente la data originale relativa al 2001 in quanto fu necessario procedere una nuova iscrizione. Creai nuovamente un PG umano che in seguito, in poco meno di un anno, cambiò razza in mannaro attraverso un’incredibile metamorfosi che durò circa sei lunghi mesi.
Iniziò così un lungo viaggio di apprendimento e scoperta, molte cose erano cambiate dall’ultima mia visita, la grafica e l’aspetto della comunità erano stati rivisitati e più curati, non troppo distanti da quelli che possiamo vedere oggi. Inoltre, il numero di partecipanti aveva conosciuto un notevole incremento, oscillando tra gli 800 e i 1200 personaggi/giocatori collegati in tempo reale con picchi anche di 1600, a seconda degli orari.
La STORIA del mio PG inizia così.
Con un’altezza di 185 cm, la sua figura si distingue per la muscolatura definita e imponente, intorno ai 90 chili. La carnagione olivastra, accarezzata da un’abbronzatura leggera, conferisce vitalità.
Il volto dai tratti occidentali è caratterizzato dagli occhi color ambra con sfumature nocciola, a forma di goccia rivolta verso l’interno, richiamano la forza e la risolutezza dei grandi felini. I capelli neri come l’ossidiana scorrono in onde leggere sulle lunghezze, folte le sopracciglia scure.
La curata barba corta, con un pizzetto a punta, aggiunge fascino all’insieme. Labbra sottili, il labbro inferiore leggermente più carnoso, conferiscono un’aura di mistero.
Con un corpo agile e sinuoso, il maestoso leone ha un portamento regale accentuato dalla possente muscolatura ben definita, la coda frusta l’aria come un vessillo di autorità sventolante.
I suoi occhi, dal caldo tono castano, rivelano una profonda intelligenza e una consapevolezza che va oltre l’apparenza. Questa magnifica creatura è adornata con un’arma segreta: artigli retrattili, cinque per ciascun arto, incurvati verso l’interno, tanto affilati quanto emblematici della sua agilità e abilità nel cacciare.
Nelle terre a Nord-Ovest del vasto continente di ExtremeLot, sorgeva un tranquillo villaggio chiamato Timber, un’oasi di vita immersa tra maestosi alberi e ruscelli che cantavano in armonia. I suoi abitanti, devoti cultori di Gaia, veneravano la natura con un amore profondo e sacro. Le case di legno intrecciato sembravano nate dal suolo stesso, e ogni spiraglio di luce filtrava attraverso le foglie degli alberi, danzando come stelle cadenti.
In questa cornice di serenità, nacque Giovix Leonhart, un bambino dall’aspetto enigmatico. I suoi capelli neri, così scuri da sembrare una notte senza luna, si abbinavano perfettamente al manto dei rami che si libravano sopra di lui. I suoi occhi ambrati, lucenti come gemme dorate, riflettevano la saggezza di una terra antica.
Griever Leonhart, capo dei cultori di Gaia e padre di Giovix, era un uomo dal cuore gentile e dalla mente forte. La sua saggezza era profonda come le radici degli alberi e il suo spirito, indomabile come il vento che soffiava tra le fronde. Giovix cresceva tra gli insegnamenti di suo padre, imparando il valore di ascoltare il sussurro del vento e di percepire il battito del cuore della terra.
Era il momento in cui Giovix aveva raggiunto l’età di quindici anni, un’età in cui il giovane ragazzo stava maturando come un germoglio promettente, quando Honorius, uno stregone dalle tenebre profonde come abissi insondabili, gettò la sua ombra malefica su Timber. Honorius cercava potere e dominio, e le sue forze oscuravano il cielo come stormi di corvi neri.
La battaglia che seguì fu una sinfonia di spade scintillanti e incantesimi scagliati come saette di oscurità. Giovix, ancora giovane ma intriso di coraggio, si unì alla lotta contro le oscure forze di Honorius. Sotto il comando di suo padre, combatté con la determinazione di proteggere il suo villaggio e i suoi affetti.
Tuttavia, Honorius non era uno stregone da sottovalutare. Le sue arti oscure si intrecciavano con la magia della distruzione, e la terra stessa gemette sotto il suo potere. Nonostante il coraggio dei cultori di Gaia, Timber fu avvolto dalle fiamme dell’oscurità. E mentre il villaggio veniva avvolto da un manto di disperazione, Giovix fu gettato nelle acque tumultuose del fiume che scorreva accanto a Timber.
La corrente lo prese come un antico custode, trasportandolo attraverso le pieghe di una nuova destinazione: le Nuove Terre. Lì, il giovane e spossato Giovix fu trovato da contadini che, con gentilezza e compassione, lo accoglievano tra loro. Gli curarono le ferite e gli offrirono rifugio.
Mentre si adattava a questa nuova vita, Giovix cominciò a sentire un richiamo, un’eco ancestrale proveniente dalla terra stessa. Era Gaia che parlava al suo spirito inquieto, concedendogli il dono del legame con il suo spirito guida animale: un Leone fiero e maestoso. Da quel giorno, Giovix portava con sé la forza e la nobiltà di questo animale, e in ogni notte di luna piena, il suo corpo si trasformava, divenendo uno con il suo spirito guida.
Guidato dal suo legame con il Leone e dal suo amore per la natura, Giovix divenne il protettore del Creato di Gaia, un cavaliere dedicato alla difesa dell’equilibrio tra il dominio delle razze intelligenti e la natura. Con il passare del tempo, il richiamo di una nuova chiamata risuonò nell’anima di Giovix. Dalle Nuove Terre, giunse fino alle mura e alla porta nord del Granducato, un luogo ricco di promesse e di opportunità.
Lì, Giovix iniziò una nuova fase della sua vita, pronta a difendere e a incanalare l’eredità di Timber, diventando un faro di speranza e un custode dell’equilibrio.
L’ARRIVO NEL GRANDUCATO
Giunto a Lot il 30° Giorno dell’8° Mese dell’Anno VIII, il giovane Giovix Leonhart era all’epoca un Mannaro ventisettenne. In lui erano già ben chiari i concetti di Lealtà, Onestà e Giustizia, valori che lo avevano guidato sin dal suo arrivo nelle Nuove Terre. Il richiamo dell’equilibrio e della protezione dei deboli lo aveva spinto sin dai primi giorni della sua cittadinanza nel GranDucato a essere un cittadino attivo e impegnato.
Sin dalle prime fasi della sua nuova vita nel GranDucato, Giovix fece la conoscenza di un’insolita hobbit di nome DIDO. Questa piccola creatura gli aprì le porte delle mura ducali e divenne la sua prima amica nel cuore della città. DIDO condivise con Giovix le sfumature della vita all’interno delle mura, spiegandogli le usanze, le vie segrete e i punti di riferimento. Grazie a questa iniziazione guidata, Giovix cominciò a muoversi agilmente nella vita cittadina.
Con il passare del tempo, Giovix si circondò di un gruppo di amici con cui condivise il desiderio di proteggere i deboli e di fare la differenza nel GranDucato. Organizzarono più d`una “ronda”, pattugliando le strade e stando attenti ai bisogni della gente comune. In questo modo, riuscirono ad aiutare molti cittadini che erano in difficoltà, dimostrando con azioni concrete il loro impegno per una comunità migliore.
Tuttavia, il coraggio di Giovix si dimostrò ancora più grande di quanto si potesse immaginare. In un atto di eroismo senza eguali, Giovix si sacrificò per aiutare il prossimo. Si lanciò coraggiosamente in una pericolosa situazione presso la Miniera delle Nuove Terre, dove il pericolo era costante e le sfide innumerevoli. La sua dedizione alla protezione degli altri lo portò a compiere un gesto estremo, e fu in quel momento che le divinità ctonie riconobbero il suo sacrificio e la sua dedizione.
Le divinità ctonie, riconoscenti per l’ardore di Giovix nel servire gli ideali di giustizia e compassione, lo ricompensarono con un atto di meraviglia. Gli restituirono la vita, come segno della loro approvazione e gratitudine per la sua nobiltà d’animo.
IL CLAN DI GONDOR
Fu proprio in quel periodo che Giovix entrò in contatto con il Clan umano dei Gondor, attraverso alcuni valorosi cavalieri che aveva avuto il privilegio di conoscere. Mentre affiancava le file militari del clan, un incontro notturno segnò una svolta nella sua vita. In quella sera, presso i Giardini delle Delizie, Giovix fu testimone della minaccia posta da due oscuri Cavalieri neri nei confronti dell’allora Supremo Custode degli Editti, SEANA, che si trovava senza scorta.
Con un’audacia tempestiva, Giovix intervenne senza esitazione. La sua spada lampeggiò come una lama di luce in un’oscurità minacciosa. La sua determinazione e il suo coraggio risplendevano come fari in una notte tenebrosa. L’intervento deciso e tempestivo gli valse la stima e il rispetto di SEANA stessa, la cui gratitudine non conobbe confini. Due giorni dopo quell’evento, SEANA lo fece convocare presso il Tribunale, riconoscendo in lui il potenziale e la virtù di un vero protettore.
Presso il maestoso Tribunale, Giovix fu onorato dall’invito di SEANA. Le mura antiche e i simboli di giustizia che adornavano la sala testimoniavano della solennità dell’occasione. SEANA propose a Giovix un’opportunità che lo avrebbe portato ancora più vicino alla realizzazione della sua missione: l’ingresso nei Persecutori, un gruppo d’élite all’interno del Clan dei Gondor, dedicato alla protezione e alla difesa dell’equilibrio e della giustizia.
Con il cuore colmo di gratitudine e determinazione, Giovix accettò l’onore che gli veniva offerto. Si impegnò a diventare un Persecutore, un difensore delle virtù e dei principi che aveva sempre abbracciato con passione. La sua adesione ai Persecutori non fu soltanto un nuovo capitolo nella sua storia, ma un passo avanti nel cammino che lo aveva portato dalle terre devastate di Timber alle strade illuminate di Lot e ai Giardini delle Delizie.
I PERSECUTORI DELLA CORTE DI GIUSTIZIA
Non tardò a farsi notare nemmeno in questo nuovo impegno: la sua dedizione e il suo valore si rivelarono in maniera lampante. Le sue azioni virtuose non passarono inosservate, e fu questione di breve tempo prima che le prime promozioni iniziarono ad affluire. Giovix si dimostrò sempre più un pilastro affidabile, dimostrando il suo impegno e il suo sacrificio nella difesa dei valori più nobili.
Le sue gesta lo condussero gradualmente verso l’apice dell’onore all’interno dei Persecutori. Il suo talento e la sua dedizione lo portarono al prestigioso grado di Cerbero dei Persecutori della Corte di Giustizia, una posizione di responsabilità che rifletteva la sua devozione e il suo spirito dedito alla protezione dei deboli e all’attuazione della giustizia.
Ma il destino aveva ancora più in serbo per Giovix. La sua dedizione non passò inosservata agli occhi di colei che aveva salvato nei Giardini delle Delizie, la Suprema Custode degli Editti, SEANA. Il suo coraggio e la sua lealtà verso la giustizia e la protezione non erano passati inosservati, e così fu che Giovix venne nominato come Guardia Personale di SEANA stessa. Questo incarico era un segno tangibile della fiducia che la Signora aveva riposto in lui.
L’apertura di questa nuova strada portò Giovix verso destini inaspettati. Seguendo SEANA presso il Vecchio Castello delle Nuove Terre, in occasione dell’inaugurazione di quell’imponente edificio, il suo cammino incrociò quello di un altro individuo notevole: Drakkan, Comandante dei Dragoni di LOT. Le circostanze che avevano portato Giovix fino a quel momento culminarono in un incontro fato, dove le vie di un guardiano della giustizia e di un comandante di draghi si incrociarono in modo profondo e misterioso.
L’incontro con Drakkan aprì nuovi orizzonti per Giovix. Le loro conversazioni, cariche di significato, rivelarono un legame che andava oltre la semplice casualità. Un destino intrecciato con il suo, come se le divinità stesse avessero tessuto i fili del loro destino. Le parole e gli eventi che seguirono iniziarono a gettare le basi per un’alleanza che avrebbe avuto un impatto duraturo sulle terre delle Nuove Terre e del GranDucato.
IL CORPO DEI DRAGONI DI LOT
L’incontro con il Comandante DRAKKAN, leader del Corpo dei Dragoni di LOT, fece emergere in Giovix un profondo rispetto per gli ideali del padre e per i principi che aveva ereditato. L’essenza della sua missione di proteggere i deboli e i precetti cavallereschi risplendevano con nuova luce. Questo incontro segnò una svolta decisiva nella sua vita, e Giovix scelse di seguire la strada del Corpo dei Dragoni sotto la guida di DRAKKAN. Con umiltà e determinazione, si unì al Corpo in qualità di Scudiero.
Il suo percorso nel Corpo dei Dragoni fu caratterizzato da un costante impegno e una modestia sempre presente. In tempi sorprendentemente brevi, Giovix iniziò a farsi notare per le sue azioni virtuose. Ricevette promozioni che riflettevano il suo impegno e il suo sacrificio nell’adempimento dei compiti assegnati. La sua dedizione agli ideali della giustizia e della protezione dei deboli si fece sempre più evidente.
Solo dopo trenta giorni, all’interno del sontuoso Salone di Corte del Palazzo Ducale, si verificò un momento cruciale per Giovix. Alla presenza dei Conti PETRUS ed ERIK, della Sacerdotessa URANIA e del Comandante DRAKKAN, Giovix emise il giuramento che lo avrebbe definitivamente legato ai Dragoni:
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Io, “Giovix Leonhart”, giuro di essere fedele ai Nobili ed alle Istituzioni del Granducato di LOT e di prestare i miei servigi al Corpo dei Dragoni di LOT, in pace ed in guerra, con la vita o con la morte, da questo momento in avanti, finché il mio Comandante non mi rilasci o la morte non mi prenda.
Un Dragone è votato alla Fedeltà, all’Onore ed il Rispetto. Sarò portavoce dei comportamenti cavallereschi, mai mi mostrerò scortese, mai peccherò di pazienza con alcuno.
Il mio cuore conoscerà solo la virtù, il mio braccio difenderà gli inermi, il mio potere sosterrà i deboli, le mie parole diranno solo la verità e la mia ira abbatterà i malvagi.
Dragone, così sarò chiamato da ora in avanti, poiché dai Draghi prenderò la Possanza, la Saggezza e l’Eleganza dei movimenti, comparirò veloce come il vento dove sarà richiesta la mia presenza ed allo stesso modo sparirò nel silenzio.
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Il suo ingresso nel Corpo dei Dragoni non fu caratterizzato dalla ricerca del riconoscimento, ma dall’umile desiderio di servire. Con determinazione e modestia, Giovix avanzò gradualmente all’interno dei ranghi dei Dragoni. Le sue azioni coraggiose e la passione instancabile nel servizio lo resero un membro rispettato del corpo e un esempio di dedizione.
Il cammino di Giovix nei Dragoni fu una serie di tappe segnate da modeste vittorie e traguardi. Il suo approccio umile alle sfide che affrontava contribuì alla sua crescita all’interno del Corpo. Guidato dai valori che aveva sempre abbracciato, salì uno dopo l’altro i gradi, dimostrando costantemente la sua volontà di lottare per la giustizia.
La sua dedizione e le sue abilità innumerevoli lo resero una presenza di spicco all’interno dei Dragoni. Le alleanze durature e le vittorie in battaglie epiche furono frutto del suo lavoro di squadra e della sua dedizione agli ideali che rappresentava. Durante questo percorso, Giovix conobbe individui straordinari, tra cui VANDAL, che divenne suo compagno d’arme, e i membri del suo gruppo principale come DRAKKAN, REDDAVID, PAUGX, KARU, SILINDRIL, NEMIADES, MORRIGAN, TEARNIUS e la sua ultima allieva DWIN. Questi legami si rivelarono forgiati nella modestia e nella solidarietà.
Dopo aver svolto con impegno il ruolo di Stratega dei Dragoni di LOT per due anni e mezzo e aver contribuito al progresso e alla solidità del Corpo, Giovix decise che era giunto il momento di un nuovo capitolo. Nel “Anno XI – Mese 3° – Giorno 19°”, con umiltà e gratitudine, riconsegnò l’armatura al Comandante DRAKKAN. Con questa decisione, completò il suo servizio nella Torre Nera e nel Corpo dei Dragoni di LOT.
Il suo spirito e la sua dedizione a un’evoluzione continua lo guidarono oltre i confini noti. Intraprese un viaggio personale verso l’orizzonte dell’ignoto, in cerca dell’equipaggio disperso della “Rama era Rahkoon” e del suo Capitano “Cirdan”. Con la promessa di ritornare un giorno, Giovix si allontanò dalla Torre Nera, portando con sé la saggezza guadagnata nel suo tempo con i Dragoni e aprendo una nuova porta per il suo futuro.
LA MARINA DUCALE
Per compiere l’impresa che si era prefissato, Giovix cercò il supporto dell’Ammiraglio Oceanico WORF e decise di entrare a far parte della Marina Ducale. Con grande dedizione e passione, accettò il ruolo di “Capitano di Vascello” e “Comandante della Capitaneria”. Questo nuovo incarico gli permise di iniziare a organizzare un mestiere che aveva un significato profondo, in linea con i suoi valori di protezione e aiuto agli altri. Per volontà del Conte ERIK, il nuovo mestiere avrebbe prestato servizio di trasporto, protezione e salvataggio per tutti i viaggiatori in mare aperto.
Giovix si immerse con zelo in questo nuovo compito, divenendo il fulcro dell’organizzazione e della pianificazione. La sua esperienza passata come Dragone e il suo impegno costante lo resero una figura di riferimento nella Marina Ducale. Tuttavia, dopo tre mesi di servizio dedicato, si rese conto che il suo ruolo non gli concedeva la libertà di navigare per mare in completa autonomia, un desiderio che ardeva nel suo cuore da tempo.
Così, con una decisione ponderata, Giovix prese la difficile scelta di dimettersi dall’incarico di “Comandante della Capitaneria”. Questa scelta non fu motivata da un disimpegno, ma piuttosto dalla sua volontà di seguire il richiamo delle sue aspirazioni personali. Nel “Anno XI – Mese 9° – Giorno 20°”, Giovix abbandonò temporaneamente la Marina Ducale per dedicarsi ai Coloni dell’Isola di LIFFA. Qui, mise in campo la sua esperienza e la sua abilità nell’organizzazione e nella costruzione delle strutture lavorative e abitative sulla terra d’oltre mare. Il suo impegno contribuì a creare un ambiente prospero e funzionale per i coloni.
Tuttavia, il richiamo dell’avventura e della scoperta era ancora vivo in lui. Con la ferma convinzione che il suo vecchio amico e capitano “Cirdan” fosse ancora in vita e che vi fossero segreti da svelare oltre il mare, Giovix prese una decisione audace. Decise di intraprendere un lungo viaggio in solitaria, alla ricerca di nuove terre e di nuovi orizzonti. La sua partenza fu un addio silenzioso, poiché da quel momento in poi, della sua figura non si seppe più nulla.
Giovix Loenhart scomparve nel mare dell’ignoto, portando con sé la sua determinazione, il suo coraggio e la sua inestinguibile fiamma di avventura.
IL RITORNO NELLE TERRE DI EXTREMELOT
In data “Anno XIV – Mese 10° – Giorno 18°”, dopo circa due anni e mezzo dal suo viaggio verso il mondo sconosciuto, Giovix Leonhart fece ritorno presso il Porto di LOT, situato nella Vecchia Cittadella. Il panorama intorno a lui era diverso, segnato dal passare del tempo e dalle trasformazioni del mondo. Dopo due giorni di cammino, arrivò finalmente presso il Palazzo Ducale, cuore del GranDucato, e chiese un incontro con Dwin, la quale ora ricopriva la carica di Comandante dei Dragoni di LOT e un tempo era stata sua allieva.
Durante l’incontro con Dwin, le emozioni e i ricordi si intrecciarono. La giovane che una volta aveva accettato le lezioni di Giovix ora era divenuta una leader forte e rispettata. In un momento solenne, Dwin gli consegnò l’armatura di SCELTO, segnando il suo ritorno ufficiale nel corpo militare. L’armatura rifletteva il suo impegno passato e il suo continuo desiderio di servire e proteggere.
Giovix intraprese il suo ruolo con rinnovata determinazione e passione. Durante i successivi circa quattro mesi di servizio, continuò a dimostrare il suo valore e la sua dedizione in ogni missione e incarico affidatogli. Tuttavia, durante questo periodo, giunse una notizia che avrebbe scosso profondamente il suo cuore. Venne a sapere che VANDAL, il suo caro amico e fratello d’armi, era stato dato per disperso dopo essere partito oltremare verso le terre a SUD.
La notizia dell’incertezza del destino di VANDAL agitò il cuore di Giovix. Sentiva che il suo dovere non poteva essere solamente legato alla sua terra natale, ma che doveva continuare la sua ricerca per trovare e proteggere il suo amico. Con la stessa determinazione di sempre, Giovix si presentò al comando e chiese il congedo. La sua richiesta venne accolta e così, dopo aver nuovamente abbracciato il suo ruolo come SCELTO, si preparò a solcare nuovamente i mari alla ricerca di VANDAL e delle risposte che cercava.
IL VIAGGIO DELLA SPERANZA
VANDAL era stato sempre più di un amico per Giovix; era suo fratello d’arme, un compagno inseparabile con il quale aveva condiviso sfide, avventure e pericoli. Non avrebbe potuto accettare di lasciarlo disperso nel nulla. La determinazione di trovare VANDAL lo spinse a intraprendere un viaggio pericoloso e sconosciuto verso terre inesplorate, a Sud delle mappe nautiche del Gran Ducato. Questo viaggio rappresentava la speranza e l’amore fraterno che li legavano.
Dopo un mese di navigazione, Giovix approdò su una terra mai vista prima, un luogo che non figurava sulle mappe a sua disposizione. Questa terra sconosciuta era circondata da un’aura di mistero e incognite. Con determinazione, Giovix iniziò la sua ricerca di VANDAL, chiedendo notizie e seguendo le tracce lasciate dal suo amico. Scoprì che VANDAL era stato avvistato in quelle terre qualche settimana prima, ma era ripartito a bordo di un piccolo mercantile in direzione SUD EST.
Senza esitazione, Giovix prese la decisione di seguirne le tracce. Salpò il mattino successivo, ma il viaggio non sarebbe stato agevole. Dopo alcuni giorni di navigazione, durante una tempesta devastante, la nave fu inghiottita dalle profondità marine, lasciando solo pochi superstiti. Giovix si risvegliò sulla spiaggia di una terra misteriosa e ostile. Una giungla densa e impenetrabile si estendeva di fronte a lui, con alberi giganteschi e una flora e fauna mai viste. Era come se fosse entrato in un mondo diverso, lontano da tutto ciò che conosceva.
Gli eventi si susseguirono inesorabilmente. I superstiti iniziarono a cadere uno dopo l’altro, vittime della fame, delle malattie, dei predatori e persino della pazzia. Giovix si ritrovò solo, circondato dalla vastità e dalla bellezza inquietante di questa terra sconosciuta. La lotta per la sopravvivenza divenne sempre più ardua, e le forze cominciarono a scarseggiare.
Ma poi, in mezzo al caos e alla disperazione, Giovix fece una scoperta. Scoprì una piccola costruzione arroccata su una montagna che sputava fuoco e fiamme. Era una visione strana e inquietante, ma la sua determinazione non conosceva paura. Con passo deciso, si avventurò verso quella struttura misteriosa.
Quando entrò nella costruzione, inalò dei vapori strani e sconosciuti che riempirono i suoi polmoni. La sua mente si annebbiò e persero di vista le sue intenzioni. Cadde in uno stato di incoscienza, una sorta di sonno profondo e contorto.
IL RISVEGLIO SULLA SPIAGGIA NELLA BAIA DELLE TERRE DESOLATE
Riaprendo lentamente gli occhi, Giovix si accorse che l’alba stava sorgendo e l’aria era fredda. Si ritrovava su una spiaggia familiare, ma il suo ritorno in quelle terre era inspiegabile. Era tornato nel Gran Ducato, precisamente sulla spiaggia della Baia delle Terre Desolate, ad EST del Porto del Sole. Un senso di stranezza e meraviglia lo avvolse mentre si guardava intorno.
Camminando lungo la costa, arrivò alle rovine del Porto che ora erano in riparazione grazie all’Armata Ducale. Fu accolto calorosamente dai militi presenti nel campo e finalmente poté rifocillarsi e recuperare le forze. Fu in quel momento che, per un capriccio del destino, ritrovò VANDAL. Il suo migliore amico e fratello d’arme si trovava anch’egli in quel campo. Dopo un’intensa e commovente chiacchierata, decisero di fare ritorno insieme e di unire le forze per proteggere nuovamente la popolazione. Si scambiarono la promessa di ritrovarsi a Torre Nera, luogo che rappresentava il loro punto di riferimento.
Tuttavia, il ritorno alla normalità non fu esente da sfide. Giovix iniziò a soffrire di incubi, in particolare un sogno ricorrente che lo tormentava. In questo sogno, si trovava in un villaggio sperduto all’interno di un fitto bosco, accanto a un fiume. Il villaggio era stato distrutto dalle fiamme durante scontri con degli orchi della montagna. Questo sogno riecheggiava vagamente nei suoi ricordi frammentati dell’infanzia, evocando immagini familiari e dolorose.
L’incubo lo tormentava, lasciandolo confuso e turbato. Era come se il passato e il presente si mescolassero in un intreccio di ricordi e sensazioni. Giovix si sentiva legato a quel villaggio, come se ci fosse un segreto da svelare, una verità nascosta che lo aspettava nelle ombre dei suoi ricordi. Questo nuovo mistero si aggiungeva alle sfide che aveva già affrontato, trasformando la sua ricerca di verità e giustizia in un viaggio ancora più profondo e significativo.
I SOGNI, LO SPECCHIO DELL’ANIMA
I sogni, spesso, fungono da finestre verso l’anima. Gli incubi, in particolare, possono rivelare aspetti nascosti che chiedono di essere esplorati. Alla fine della luna piena del Mese 9° dell’Anno XVI, Giovix si risvegliò nudo e ferito nella boscaglia a Sud del Valico Ghiacciato. Fortuna volle che una donna lo trovasse e lo curasse nei giorni successivi. In quel momento, una parte dei suoi incubi iniziò a trovare risposte, e numerosi frammenti di memoria tornarono alla sua mente.
Cinque giorni dopo questo episodio, attraverso un rituale di “Purificazione dell’Essenza” guidato dallo sciamano Tempesta (Serialibus) e con il supporto di Ombra (Kindalf) e Artiglio (Tali), Giovix riacquistò tutti i ricordi che aveva perduto durante il periodo che precedeva il suo arrivo nel Gran Ducato.
Questo evento segnò un momento di profonda trasformazione per Giovix. I ricordi che ritornarono illuminarono i buchi nel suo passato, fornendo una visione più completa della sua storia. Ciò che era stato dimenticato o nascosto ritornò alla luce, come pezzi di un puzzle che finalmente si incastravano.
Giovix si ritrovò a rivivere momenti che credeva persi per sempre. Gli eventi, le emozioni e le persone che aveva incontrato nella sua vita lo raggiunsero di nuovo, con una forza che lo travolse. Questo processo di ricordo e riconnessione lo aiutò a comprendere meglio sé stesso, le sue scelte passate e il motivo per cui aveva intrapreso determinate strade.
La “Purificazione dell’Essenza” rappresentò non solo un ritorno di memoria, ma anche una forma di guarigione per Giovix. Questo rituale, guidato dalla sapienza dello sciamano e dalla collaborazione degli altri, gli permise di abbracciare completamente la sua storia e di liberarsi dai pesi dell’ignoto. Ora poteva andare avanti con una comprensione più chiara di chi fosse e di cosa volesse perseguire.
TRE CORTI, TRE NOBILI, UN IDEALE
Anno XVI, Mese 9°, Giorno 29°. I rappresentanti delle Tre Corti Nobiliari, AZOR (Corte della Madre Themis), CANDIA (Corte del Nibbio) e GIULIETTE (Corte di Erik), si riunirono nel Motacj presso il Campo degli Sciamani per discutere di questioni di grande rilevanza che avevano squassato l’equilibrio del GranDucato.
L’aria era densa di tensione mentre i rappresentanti delle diverse Corti si sedevano attorno a un fuoco. Molte cose erano cambiate da quando Giovix aveva iniziato il suo cammino, e nuove minacce avevano iniziato a minare la stabilità del Palazzo Ducale. Il Corpo dei Dragoni di LOT aveva abbandonato il loro compito di protezione dei Nobili e si erano trasferiti al Lazzaretto senza alcuna autorizzazione. Nel frattempo, le Terre Nobiliari stavano lentamente cadendo sotto il controllo del nemico, mettendo a rischio tutto ciò che il Gran Ducato rappresentava.
L’importanza degli ideali e del dovere che aveva caratterizzato Giovix sin dai suoi primi passi era ora più evidente che mai. Le Corti Nobiliari erano unite da un impegno comune per proteggere il Gran Ducato e le sue genti, ma l’unità stava cominciando a vacillare di fronte alle sfide crescenti. Giovix e i rappresentanti delle Tre Corti sapevano che era arrivato il momento di agire.
L’armatura che aveva indossato in passato, simbolo dei valori e degli ideali che aveva giurato di difendere, sarebbe stata nuovamente rialzata. La spada, che era stata tenuta a riposo, sarebbe stata sguainata ancora una volta per la giustizia e la lealtà. Giovix e i rappresentanti delle Tre Corti erano pronti a riprendere il giuramento prestato tempo addietro, a mantenere l’integrità delle Terre Nobiliari e a combattere per il bene di tutto il GranDucato.
STRATEGA DELLA TRIBÙ DEI WACEHI
Di fronte alla minaccia sempre più grave che incombeva sulle Nuove Terre e alla chiamata delle Tre Corti Nobiliari, Giovix non esitò a rispondere all’appello. Si riunì con coloro che lo avevano salvato dalle acque quando era solo un giovane e che ora costituivano il CLAN della Tribù dei Wacehi. Incontrò il CapoClan DANIS il “Anno XVI – Mese 10° – Giorno 28°”, e in quel momento fu nominato ANZIANO e STRATEGA del Clan. Questa nomina portava con sé una missione di enorme importanza: unire i membri della Tribù insieme agli Alleati per organizzare una difesa coesa delle Nuove Terre e respingere l’invadenza del Governatore Jerro e la sua schiera di Vampiri.
La nomina di STRATEGA rappresentava la fiducia che gli era stata accordata, insieme alla responsabilità di guidare il Clan in un momento così critico. Giovix accettò l’incarico con determinazione, sapendo che il destino delle terre che amava era nelle sue mani. Riunire e coordinare le forze di una tribù unita non sarebbe stato un compito facile, ma l’obiettivo era chiaro: difendere le Nuove Terre dall’oscurità che minacciava di avvolgerle.
Durante un incontro tenutosi presso la Ex Villa dei Sensali, un luogo carico di significato, Giovix si trovò faccia a faccia con la Signora delle RosaSpinae GIULIETTE. In quell’incontro, tra antiche mura e la luce delle candele, promise a GIULIETTE che avrebbe liberato Minas Erik dall’invasione dell’Esercito di Honorius. Questo impegno rappresentava una sfida monumentale, ma Giovix era deciso a onorare la sua promessa, a combattere per la giustizia e a proteggere il futuro di Minas Erik.
La sua nomina a STRATEGA della Tribù dei Wacehi, unita al suo impegno a fianco delle Tre Corti Nobiliari e della Signora delle RosaSpinae, rappresentava un’unione di intenti e un`impegno comune verso una causa superiore. Con la spada sguainata e la determinazione nel cuore, era pronto ad affrontare la sfida che lo attendeva, guidando la sua tribù e gli alleati verso la battaglia che avrebbe determinato il destino delle Nuove Terre.
LA FINE DEGLI ANTICHI DRAGONI
Era l’Anno XVII, Mese 1°, Giorno 22°. Il tradimento si era insinuato tra i Dragoni di LOT, e la fiamma dell’ideale della Cavalleria sembrava vacillare. Il Comandante dei Dragoni, DWIN, aveva tradito gli ideali della sua posizione, portando il Corpo dei Dragoni sull’orlo della rovina. Le Tre Corti Nobiliari, dopo un’approfondita riunione, decisero di destituire il Comandante e cercarono un nuovo successore che potesse rialzare l’onore e la reputazione dei Dragoni.
Il Governatore KRAMOR prese una decisione significativa affidando il comando dei Dragoni alla Signora LOSINDIL, una figura di prestigio che aveva ricoperto importanti cariche nelle Nuove Terre in passato. Era un momento di cambiamento, un momento in cui l’Armatura di Dragone doveva essere indossata nuovamente, nonostante le avversità. Un giuramento non può essere ignorato, e un Dragone risponde sempre alla chiamata del dovere.
Ma presto divenne evidente che il nuovo Comandante, nonostante la sua esperienza e i suoi titoli, non era all’altezza di portare avanti i valori del Codice di Cavalleria. La Torre Nera dei Dragoni, simbolo di nobiltà e giustizia, era stata trascurata, e l’unità stessa dei Dragoni si stava sgretolando.
In questo clima di incertezza e confusione, il Ministro della Corte della Madre Themis, AZOR, intervenne segretamente. Chiese l’aiuto del Motacj, una figura di fiducia, affinché radunasse Cavalieri leali ai Nobili per sostenere la Corte e scacciare le Furie che minacciavano le Terre di Esperia e la Nobile Sacerdotessa URANIA. Un Dragone è innanzitutto fedele ai Nobili e a coloro che rappresentano, ma le debolezze umane possono portare alla corruzione e tradimento.
Giovix, purtroppo, commise un errore fatale. Condivise informazioni segrete con individui che non ne erano degni. Questi dettagli vennero riportati al Comandante LOSINDIL, che li interpretò male e accusò Giovix di insubordinazione e tradimento. In data Anno XVII – Mese 4° – Giorno 14°, Giovix, l’ultimo Antico Drago in vita, fu espulso dal Corpo dei Dragoni con disonore. Questo evento sancì la fine definitiva degli Antichi Dragoni, e la Nobile Cavalleria di Torre Nera fu deturpata, trasformandosi in una forza militare priva dell’integrità e degli ideali che aveva una volta incarnato.
Nel frattempo, l’Esercito di Honorius avanzava, invadendo le Nuove Terre e il Presidio Militare. Il futuro del Gran Ducato era appeso a un filo sottile, mentre le vecchie alleanze crollavano e le forze dell’oscurità sembravano invincibili. Era un momento di sfida e decisioni difficili, e il destino delle Nuove Terre pendeva in bilico.
LA CORTE DI ERIK: il Codice Di Cavalleria Vive Ancora
Era l’Anno XVII, Mese 7°, Giorno 19°, quattro mesi dopo gli eventi che avevano segnato la fine degli Antichi Dragoni. Le Terre Nobiliari erano state invase dall’Esercito di Honorius, portando instabilità politica ed economica. La guerra aveva mietuto vittime e sembrava un conflitto impossibile da affrontare, con il futuro delle terre appeso a un filo.
In una serata piovosa e cupa, GIOVIX si ritrovò nella Taverna del Viandante, osservando una scena commovente: una bambina disperata alla ricerca del padre disperso in guerra. Mentre assisteva a questa triste situazione, la domanda sorgeva: stava giungendo la fine per il popolo di Extremelot? Nonostante la delusione e il disincanto, Giovix si aggrappava al suo giuramento di fedeltà ai Nobili e al popolo, al suo impegno a difendere gli indifesi e a incarnare i valori della Cavalleria.
Con determinazione, Giovix decise che era giunto il momento di rindossare l’Armatura e tenere fede non solo al giuramento, ma anche a una promessa. Preparò il suo carro da viaggio e si diresse verso l’Ex Villa dei Sensali, dove si riunirono gli ultimi membri rimasti della CORTE DI ERIK, al servizio della Signora delle RosaSpinae, GIULIETTE. Fu investito della carica di SCUDIERO, un passo ulteriore nell’aderire al Codice di Cavalleria e difendere gli ideali che credeva.
Dopo sei lunghi mesi di assedio, la Tempestosa Notte dell’Anno XVII, Mese 8°, Giorno 2°, le FORZE ALLEATE si riunirono sulla Piana di Minas Erik per sferrare un’offensiva contro l’Esercito di Honorius. Nonostante le avversità, il gruppo di combattenti si unì, investendo la loro speranza l’uno nell’altro e credendo nella possibilità di riconquistare ciò che era stato perso. Combatterono con coraggio, affrontando le belve che avevano assediato la loro casa senza timore. Alla fine della sanguinosa battaglia, i nemici furono sconfitti e la città di MINAS ERIK fu liberata.
Era giunto il momento di ricostruire e riorganizzare le forze alleate per riconquistare il Presidio Militare ancora in mano a Honorius. In mezzo alla devastazione, l’ideale della Cavalleria dimostrò di essere ancora vivo. GIOVIX e i suoi alleati avevano dimostrato che il coraggio, l’unità e la fede potevano superare anche le sfide più oscure. La luce della speranza brillava ancora, e il Codice di Cavalleria aveva trovato una nuova casa nel cuore di coloro che credevano nell’onore, nella giustizia e nella difesa dei deboli.
CAVALIERE DELLE ROSAESPINAE: Anno XVII – Mese 8° – Giorno 21°
In un pomeriggio buio e freddo, durante un’eclissi solare, GIOVIX tornò a Minas Erik dopo una missione presso il Campo della Bianca Alleanza vicino alla Porta Sud Ovest del Granducato. Salendo la scalinata di pietra della Torre del Conte Erik, incontrò la Signora GIULIETTE a cui avrebbe consegnato un dispaccio militare urgente. Tuttavia, quell’occasione si rivelò essere molto più significativa di un semplice incontro.
Dinanzi al Primo Cavaliere NOTDEADANGEL, la Signora delle RosaSpinae, GIULIETTE, ordinò a GIOVIX di inginocchiarsi. Egli si inginocchiò di fronte a lei, seguendo un rituale sacro. Con una cerimonia profonda e solenne, la Signora delle RosaeSpinae lo investì del titolo di CAVALIERE DELLE ROSAESPINAE. Durante questa cerimonia, GIOVIX si pose in ginocchio, con la mano sinistra sul pomo della sua spada bastarda e il ginocchio sinistro al petto. La sua armatura era simbolo di un impegno profondo, mentre la spada era pronta a servire il suo nuovo ruolo.
La Signora GIULIETTE impugnò una spada lunga e la posò sulla spalla sinistra di GIOVIX, conferendogli ufficialmente il titolo di Cavaliere. Questo rito segnava un momento di dedizione ai valori della Cavalleria e al servizio del Conte Erik e della Corte di Erik. GIOVIX promise di essere la spada che protegge la Rosa, di rimanere fedele al Codice, di essere un esempio di coraggio e umiltà, di sostenere i deboli e difendere gli inermi. Il giuramento fu un impegno profondo e solenne, fatto davanti a testimoni importanti.
Con il giuramento pronunciato, GIOVIX diventò ufficialmente un Cavaliere delle RosaeSpinae, pronto a difendere gli ideali della Corte di Erik. Il suo giuramento si legava alle virtù della Cavalleria, all’onore, alla lealtà e alla giustizia. Era un passo ulteriore nel suo cammino di protezione del popolo e difesa degli indifesi. Il suo compito, nei due anni a venire, sarebbe stato quello di formare nuovi Cavalieri e di proteggere la Signora delle RosaeSpinae, contribuendo alla rinascita e alla difesa del Granducato.
BREVE RITORNO a TORRE NERA: Anno XXII – Mese 8° – Giorno 16°
Dopo essersi congedato dalla Corte di ERIK, Giovix iniziò a vivere una vita da eremita, viaggiando da una parte all’altra delle terre con un’anima libera. Nel frattempo, il panorama politico delle terre che un tempo erano sotto il dominio dei Tre Nobili stava subendo dei cambiamenti profondi, con divisioni e spartizioni determinate da fiumi e confini naturali. Il Conte PETRUS, che aveva un forte legame con il Corpo dei Dragoni di LOT, decise di rifondare l’ordine affidandolo a nuove promesse provenienti dalle terre del nord.
In questo contesto, su richiesta del Comandante in carica DARKWITCH, Giovix fece un breve ritorno a Torre Nera. Il suo scopo era quello di offrire il suo supporto ai Dragoni di LOT in un periodo di riforme interne, reso necessario dall’imminente separazione del regno e dai conflitti tra i nobili.
Assumendo il ruolo di Maestro delle Armi dei Dragoni di LOT, Giovix lavorò fianco a fianco con il suo vecchio maestro DRAKKAN, contribuendo a guidare il Corpo attraverso questi momenti di cambiamento. Questo incarico durò circa un anno, e durante questo periodo riacquistò un legame con il passato, prima di tornare a indossare gli abiti di Signore del Granducato e continuare il suo cammino.
TUTTO CIÒ CHE HA UN INIZIO… Anno XXIII – Mese 6° – Giorno 30°
Dopo aver lasciato la Torre Nera e aver messo da parte il suo legame con i Dragoni, Giovix prese una decisione audace. Decise di allontanarsi dalle terre di ExtremeLot per intraprendere un viaggio in solitaria, alla scoperta di nuove terre e civiltà sconosciute. Era deciso a raggiungere luoghi mai esplorati prima da chiunque altro nelle terre conosciute.
Con uno spirito avventuroso e una determinazione incrollabile, si incamminò verso l’ignoto, lasciando alle spalle il suo passato e aprendo la porta a nuove esperienze e scoperte. Era un viaggio che rappresentava un nuovo inizio, un capitolo sconosciuto che si stava aprendo davanti a lui, ricco di sfide e opportunità. E così, con il coraggio nel cuore e la curiosità nel suo sguardo, si allontanò per esplorare nuovi orizzonti e per trovare ciò che non era ancora stato scoperto nelle terre di ExtremeLot.
GLORIA DEL CORPO DEI DRAGONI DI LOT
Dopo due anni di viaggio da eremita, in data Anno XXV – Mese 6° – Giorno 21°, Giovix fece ritorno nel GranDucato in un momento di significativa importanza: il “ventennale del Corpo dei Dragoni di LOT”, l’organizzazione militare a cui era stato legato per gran parte della sua vita.
Il nuovo Comandante dei Dragoni era BOEL, una donna di forti principi che cercava di guidare il corpo militare attraverso un periodo di incertezza e sfide.
Durante i festeggiamenti che si protrassero per tre giorni, incluso un torneo di “Giostra a Cavallo”, Giovix ebbe l’opportunità di riconnettersi con ciò che rimaneva dei Dragoni: ufficiali, sottufficiali e membri dell’organizzazione che avevano condiviso le esperienze e le battaglie degli anni passati.
Dopo le celebrazioni, il Comandante BOEL fece un’offerta significativa a Giovix: la possibilità di tornare a Torre Nera come “Gloria e Ufficiale” del Corpo dei Dragoni. Questa proposta rappresentava un richiamo alle sue radici e alla lunga storia che aveva condiviso con i Dragoni. Così, con un senso di dovere e un desiderio di proteggere il popolo, Giovix accettò l’offerta e fece ritorno a Torre Nera, pronto a contribuire alla difesa e alla sicurezza del suo popolo come aveva fatto in passato.
LA NOTTE È PIÙ BUIA SUBITO PRIMA DELL’ALBA
Nonostante gli sforzi del Comandante BOEL, divenne evidente che il Corpo dei Dragoni di LOT aveva perso gran parte della sua autonomia a causa delle manovre politiche dei Nobili che avevano governato per tanto tempo. Le divisioni territoriali erano ormai consolidate: le Nuove Terre erano sotto il dominio del Conte ERIK, mentre il Granducato e molte isole erano sotto il controllo del Conte PETRUS.
La Torre Nera, simbolo storico e quartier generale dei Dragoni di LOT, era stata inglobata nel dominio del Conte PETRUS all’interno del Granducato. Di conseguenza, i Dragoni avevano dovuto adattarsi alle nuove circostanze, sottoponendo le loro azioni all’ordine e alla volontà del Conte all’interno del Granducato.
Da un tempo in cui erano stati il braccio armato di Nobili che attraversavano le terre con autorità, erano stati confinati a un ruolo limitato e spesso confinati alle mura del Palazzo Ducale. Nel frattempo, nuovi corpi militari senza esperienza ma sostenuti dalla politica locale avevano ottenuto potere e riconoscimento.
La gestione del Conte PETRUS sollevava dubbi, specialmente quando nominò ROSIEL, una vampira, come capo del Coordinamento Militare della Corte del Nibbio. Questo atto di autorità le permise di esercitare il controllo su tutti i militari, inclusi i Dragoni, mettendo in ombra la Torre Nera e riducendo il ruolo dei Dragoni al presidio del Palazzo Ducale.
Nonostante gli sforzi del Comandante BOEL e del suo Vice BOREALIS di stabilire un dialogo con il Conte PETRUS per capire le sue decisioni, non furono mai ottenute risposte soddisfacenti. La situazione continuò a peggiorare, e dopo vent’anni di lotte interne ed esterne, in data “Anno XXVI – Mese 12° – Giorno 30°” il Corpo dei Dragoni di LOT, ormai impossibilitato a svolgere il proprio compito, scelse di abbandonare le armi e le armature e di lasciare il Granducato.
L’addio segnò la fine di un’era, ma aprì la strada a nuovi orizzonti. Mentre il sole dell’alba sorgeva dopo la lunga notte, i Dragoni si ritirarono, cercando nuove vie e nuovi scopi, pronti a esplorare un futuro diverso da quello che avevano conosciuto.
IN GLADIO LEGIS: Si Vis Pacem, Para Bellum
Un giuramento, per la sua natura, è indissolubile, ma quando le ragioni che lo hanno originato perdono valore, ci si trova nella posizione di potersi sciogliere da tale impegno.
Tuttavia, gli ideali di giustizia e libertà continuavano a bruciare nei cuori di coloro che avevano servito come Dragoni, protettori del popolo e dei principi, al di là delle contese di potere del Palazzo Ducale.
Liberi dalle dinamiche del potere del passato, nove valorosi ex Dragoni intrapresero un lungo viaggio verso il Nord, trovando rifugio tra le rovine di un villaggio abbandonato in una valle vicino al Fiume Levante, non lontano dal “ponticello”, dove stabilirono un modesto accampamento.
Dopo un periodo di adattamento e consolidamento dei propri valori e delle proprie abilità, decisero di dar vita alla Gladio Legis, un gruppo di abili combattenti uniti da profonda fratellanza e coesione. La loro missione era chiara: combattere l’ingiustizia, proteggere i deboli e gli indifesi, sostenere coloro che erano oppressi e difendere dalla confusione e dal caos.
Era l’Anno XXVI – Mese 3° – Giorno 4°, quando la Gladio Legis nacque. Guidata dal Centurio BOREALIS e dal Pretore BOEL, GIOVIX fu nominato Centurio, un titolo che richiamava la maestria nell’arte della guerra, l’abilità nell’uso di ogni tipo di arma e una grande abilità strategica nel pianificare tattiche di battaglia. Era il momento di rimettersi in gioco, indossare nuovamente l’armatura e combattere per gli ideali in cui credevano.
I nove fondatori della Gladio Legis:
- Boel
- Borealis
- Catherine
- Diablo2
- Evannah
- Giovix
- Glykeria
- Kimy
- Michelius
L’ECO DELLO SCORRERE DEL TEMPO
Quindici anni prima, il vascello “Rama era Rahkoon”, guidato dal Capitano CIRDAN e appartenente ai Nobili, aveva solcato i mari del “Porto del Sole” intraprendendo un’audace esplorazione verso Ovest, alla ricerca di terre sconosciute.
Tuttavia, il vascello e l’equipaggio si erano perduti nel mare dell’oblio, e Giovix, mosso dal desiderio di scoprire la verità, aveva intrapreso un proprio viaggio alla ricerca di indizi e risposte, che però non aveva portato a un esito positivo.
Più di recente, nell’Anno XXVI, Mese 4°, Giorno 15°, una sera al campo della Gladio Legis, apparve un elfo di nome SERINDE, portatore di notizie dal padre di Giovix, CIRDAN, un tempo Dragone. La notizia era triste: Cirdan era morto, lasciando dietro di sé un’eredità che comprendeva il Vascello e un Diario di Bordo.
Le ultime volontà di Cirdan erano state consegnate a SERINDE, il quale aveva cercato Giovix per adempiere a ciò che il padre desiderava. Il Vascello doveva tornare alle Terre Nobiliari, mentre il Diario di Bordo, vero scrigno di memorie, andava consegnato nelle mani di Giovix.
La Gladio Legis, un gruppo di cui Giovix faceva parte, si mise in moto. Giunti al Porto del Sole, si impossessarono del vascello, una Caracca Lottiana, e grazie al Diario di Bordo impararono l’importanza del viaggio. Il vento sotto la spinta dell’Acqua di Fata, la magica forza che regola i mari, li condusse a Dorada, l’isola che rappresentava una tappa fondamentale nella storia di Cirdan.
Lì, presso la tomba del Capitano, si svolse un momento di commiato e di omaggio, con la consapevolezza che quella tappa segnava anche l’addio definitivo al Corpo dei Dragoni di LOT, un tempo retto dagli ideali di giustizia e coraggio.
Quel viaggio, oltre a essere un tributo a Cirdan, segnò il passaggio di testimone e il consolidamento dei nuovi ideali rappresentati dalla Gladio Legis, un gruppo che cercava di portare avanti gli antichi valori in un mondo in continua evoluzione. Era un omaggio al passato e un saluto al futuro.
…la STORIA CONTINUA, nelle ExtremeLands…
⏳
Un Cavaliere di Gaia, di valore intrepido,
Con il cuore puro e virtù, il suo destino ha seguito.
La Sua spada per gli inermi, con ardore difenderà,
Il Leone nel suo petto, il coraggio accoglierà.
Parole d’onestà, solo verità diranno,
Come un fiume in piena, senza posa fluiranno.
E l’ira del Dragone, fiamma ardente e feroce,
Sui malvagi si abbatterà, la giustizia sarà la Sua voce.
⭐
Gloria del Corpo dei Dragoni di LOT
Primo Cavaliere della Corte di ERIK
Stratega della Tribù dei Wacehi
Comandante della Capitaneria di LOT (Marina Ducale)
Stratega & Comandante Pro Tempore del Corpo dei Dragoni di LOT
Comandante dei Persecutori (Corte di Giustizia)
Guardia Personale della Governatrice SEANA (Corte di Giustizia)
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